01 settembre 2014

Come fare la domanda online per il congedo parentale

Ecco come bisogna procedere per inviare online la domanda per l'astensione facoltativa. Questa è sicuramente il modo più veloce per madri e padri per richiedere i giorni di congedo parentale che sono un diritto di ogni genitore.

Tuttavia, prima di iniziare la compilazione della domanda sul sito Inps, è necessario avere a portata di mano:
  • il codice fiscale
  • il pin dispositivo Inps
  • il codice fiscale del proprio compagno/marito
  • la matricola Inps dell'azienda in cui lui lavora il proprio compagno/marito (dato presente all'interno della busta paga)
Vediamo ora i vari passi da compiere per richiedere il congedo parentale online:
  • accedete al sito www.inps.it e cliccate su "Servizi online"
  • cliccate su "Servizi per il cittadino". Si aprirà una schermata in cui dovrete autenticarvi inserendo codice fiscale e pin dispositivo
  • dopo esservi autenticati si aprirà una pagina in cui sono presenti diverse voci, cliccate su "Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito"
  • si aprirà un menù a tendina sulla sinistra in cui dovrete cliccare su "Maternità"
  • nel menù a tendina che si apre, sempre sulla sinistra, cliccate su "Acquisizione domande"
  • cliccate poi su "Congedo parentale". A questo punto si apre un sotto-menù in cui dovrete scegliere, a seconda del vostro contratto di lavoro, se cliccare su dipendenti, autonome e gestione separata
  • compilate ora le varie schermate che si susseguono, facendo bene attenzione ad indicare la definizione dell'evento. In questa schermata dovete mettere il flag sull'evento "Parto" già presente, selezionando nel menù a tendina sottostante i trattini
  • al termine della compilazione stampate la domanda inviata completa di numero di protocollo Inps e consegnate una copia al proprio datore di lavoro
Tra le informazioni che potrebbero esservi utili ci sono i consigli su come si calcola la retribuzione in maternità.



28 agosto 2014

Contratto del Turismo 2014 - Al via le trattative con la Fipe e Fiavet [AGGIORNATO]

L'attuale rinnovo del Contratto del Turismo 2013-2016 con Federalberghi e Faita ha di fatto spaccato il settore a causa dell'abbandono della trattativa da parte di Angem, Fiavet e Fipe (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi).

A partire dalla data in cui si è trovato l'accordo, il 18 gennaio 2014, i lavoratori che non si sono visti rinnovare il CCNL hanno iniziato uno stato di agitazione permanente culminato nella proclamazione dello sciopero del 16 maggio.

Fortunatamente Fipe, come anche le altre associazioni datoriali, hanno in questi giorni dichiarato l'intenzione di riprendere la trattativa con i sindacati. Stiamo a vedere in quale modo e con quali presupposti si arriverà a questo rinnovo per gli oltre 700mila lavoratori coinvolti.


[Aggiornamento del 28/08/2014] Sembra che le aperture dei sindacati abbiamo in parte sbloccato la trattativa per il rinnovo del CCNL del Turismo per le aziende aderenti a Fipe e Fiavet. La ripresa del negoziato è molto importante, visto che a queste due federazioni appartengono oltre il 70% della forza lavoro del comparto.
Le aperture dei sindacati su flessibilità e riduzione delle ore di ROL, hanno permesso di riaprire la trattative interrotta prima del rinnovo del contratto con Federalberghi e Faita avvenuto ad inizio 2014. A settembre saranno programmati i prossimi incontri.



25 agosto 2014

Ferie non godute: come comportarsi [AGGIORNATO]

Cerchiamo di fare chiarezza sui dubbi per le ferie non godute e rispondiamo ad alcune domande. Vengono pagate? Quando scadono? Come comportarsi e cosa ci si deve aspettare in caso di licenziamento o  dimissioni. Ma soprattutto cosa è cambiato con la Spending Review e lo stop alla monetizzazione delle ferie?

Per prima cosa è bene sottolineare il fatto che le ferie non godute non possono essere pagate, a differenza invece dei permessi non goduti. Le ferie maturate e scadute (quindi non utilizzate), non possono essere monetizzate. Questo è quello che affermano i decreti legislativi n.66 del 2003 e n.213 del 2004.

Novità! L'unico modo per vedersi pagate le ferie non godute è in caso di cessazione del rapporto di lavoro, sia per dimissioni, licenziamento o termine del contratto a tempo determinato. Tuttavia, mentre non cambia nulla nel settore privato, in quello pubblico questa regola rimane valida solo per quest'anno nei contratti cessati prima del 7 luglio 2012. Infatti l'articolo 5, comma 8, del decreto legge n. 95/2012 (convertito in legge 135/2012 o Spending Review) prevede il divieto di monetizzazione per le ferie anche in caso di contratti scaduti o terminati. Questa norma naturalmente ha sollevato molte perplessità e proteste in particolare tra i docenti a tempo della scuola.

Quando scadono le ferie? Secondo il decreto legislativo n.66 le ferie sono un diritto irrinunciabile di ogni lavoratore a cui spettano almeno quattro settimane di ferie retribuite. Due devono essere fatte entro l'anno di maturazione, e per le restanti? Le ferie non godute devono essere utilizzate nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. Quindi scadono entro il 30 giugno dei due anni successivi alla maturazione.

Nel Collegato Lavoro ci sono nuove sanzioni per il mancato riconoscimento delle ferie che, come detto sopra, sono un diritto irrinunciabile. Nel caso in cui vi rimangano molte ferie da utilizzare e siete a ridosso della scadenza, di solito sarete forzati dal vostro datore di lavoro a prendere le ferie fino a esaurire quelle in scadenza. Se non ricevete comunicazione, vi consiglio di recarvi all'ufficio del personale e chiedere spiegazioni.

Leggi tutte le informazioni su ferie nel commercio, colf e badanti, metalmeccanici, scuola e i diritti dei lavoratori sulle ferie.

[Aggiornamento del 25/08/2014] Oltre che in caso di ferie residue al momento del termine del rapporto di lavoro (come già detto sopra), si possono monetizzare le ferie anche quando queste siano eccedenti il periodo minimo di quattro settimane (sentenza Corte di Cassazione n.16735/2014). Naturalmente, in quest'ultimo caso, la condizione è avere ferie in scadenza, cioè non utilizzate nei 18 mesi successivi alla maturazione.



05 agosto 2014

Contratto Federdistribuzione - Come prosegue la trattativa per il CCNL? [AGGIORNATO]

Dopo la disdetta unilaterale di Federdistribuzione, che ad inizio anno è uscita da Confcommercio, i sindacati hanno dovuto portare avanti due trattative separate, una per il rinnovo del Contratto Commercio 2014 e l'altra per il nuovo Contratto Federdistribuzione.

Fino ad oggi abbiamo parlato di questa trattativa insieme al CCNL del Terziario ma ora vista l'interruzione di quest'ultima e gli ultimi incontri in corso con i sindacati, proviamo a darvi un resoconto diretto di quanto sta accadendo su questo contratto delle imprese distributive.

Sin da inizio gennaio l'intenzione di Federdistribuzione è stata quella di appellarsi alla "crisi del settore" per procedere alla stipula di un contratto fortemente sfavorevole per i lavoratori. Entrando più nello specifico, quanto emerso anche dall'ultimo incontro del 27 giugno, è stato:
  • aumento della percentuale di contratti a termine (dal 20% al 25%; dal 28% al 35% in caso di somministrazione)
  • modifica del rapporto tra apprendisti e lavoratori: da un rapporto paritario (1 a 1) a 3 apprendisti e 2 lavoratori qualificati. Oltre a ciò è stato richiesto anche la diminuzione della percentuale di stabilizzazione dall'80% al 40%
  • deroghe alle aziende sulle norme legate al salario e orario di lavoro. Riguardo l'orario di lavoro si parla di tornare al regime delle 40 ore per i neo-assunti
Nel prossimo incontro, previsto per il 3 luglio 2014, il tema principale della trattativa con i sindacati sarà quello legato all'orario di lavoro e al salario. Vi terremo aggiornati sugli avanzamenti.


[Aggiornamento del 05/08/2014] Ancora nulla di fatto nell'incontro del 30 luglio tra i sindacati e Federdistribuzione. La posizione dell'associazione datoriale è ancora lontana dall'apertura, soprattutto su assistenza sanitaria integrativa e Ente Bilaterale nazionale. Questo nonostante la dichiarazione di voler arrivare ad un accordo in continuità con il vecchio CCNL.
Il prossimo incontro è fissato per il 17 settembre 2014.

[Aggiornamento del 04/07/2014] Nell'incontro del 3 luglio le posizioni non sono cambiate. Le richieste di Federdistribuzione sono ancora molto distanti rispetto a quanto richiesto da sindacati. Nello specifico si vorrebbe: eliminare i ROL, eliminare i due giorni di ferie aggiuntivi a quelli previsti da CCNL, eliminare il pagamento della giornata del 4 novembre, sospendere o eliminare gli scatti di anzianità.
I prossimi incontri in calendario sono il 16 luglio e la settimana del 28 luglio - 1 agosto.



31 luglio 2014

Contratto Artigiani Tessile e Moda - Rinnovo 2013-2016

Dopo oltre un anno e mezzo dalla scadenza, il 25 luglio 2014 è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo 2013-2016 del CCNL Artigiani Tessile e Moda.

Questo contratto, che coinvolge oltre 75.000 lavoratori delle aree tessile-moda, abbigliamento, calzature, occhiali, lavanderie, è stato sottoscritto dopo mesi di trattative tra i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Confartigianato e Cna.

Di seguito i punti fondamentali del rinnovo:
  • Comitato di indirizzo: i compiti e le responsabilità del comitato sono state rafforzate fino a farlo diventare promotore di alcuni aspetti delle politiche industriali
  • Aumenti minimi tabellari: gli aumenti saranno concessi in tre tanches con una media di 65 euro per il triennio per un III livello:
    • 1 agosto 2014
    • 1 aprile 2015
    • 1 maggio 2016
  • Una tantum: i mesi di vacanza contrattuale saranno coperti da un una tantum di 105 euro (55 euro ad ottobre 2014; 50 euro a marzo 2015)
  • Tempo determinato: il testo del contratto è stato adeguato a quanto prevede la normativa sul tempo determinato
  • Congedi parentali: una novità importante è quella che prevede il frazionamento delle ore del congedo parentale
  • Malattia: è stato allungato a 24 mesi il periodo di comporto in caso di malattie oncologiche o altre gravi infermità
L'ipotesi di accordo dovrà ora essere presentata alle assemblee dei lavoratori entro il 30 settembre.