15 settembre 2014

Licenziamento per malattia - Quando è legittimo?

Chiariamo subito un punto: quando si è in malattia non ci si deve preoccupare per il proprio posto di lavoro o per gli impegni e responsabilità che si hanno sul luogo di lavoro.

L'indennità economica di malattia è un diritto presente in tutti i CCNL e nessun datore di lavoro potrà mai licenziarvi per essere stati a casa malati. Tuttavia, è bene precisare che ci sono dei casi in cui la malattia può portare al licenziamento:
  • per superamento del periodo di comporto
  • nel caso le eccessive malattie portino ad uno scarso rendimento
Il primo caso è già stato trattato sul blog e il funzionamento è piuttosto semplice: i vari contratti collettivi di lavoro stabiliscono un numero massimo di giorni di malattia entro i quali c'è la conservazione del posto di lavoro (es. nel commercio sono 180 giorni in 1 anno solare). Oltre questo valore scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, procedura che viene avviata anche in caso di assenza ingiustificata del lavoratore

Il secondo caso è più complesso e fa riferimento alla sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014 della Corte di Cassazione. Si può affermare che la malattia come evento morboso, se non c'è superamento del periodo di comporto, non ha rilevanza "legale". Ciò che conta sono i giorni di assenza che sommati insieme portano ad uno scarso rendimento e rendono quindi la prestazione  lavorativa inutile.

Ma come si può arrivare ad uno scarso rendimento tale da portare al licenziamento? Nel caso in questione, oggetto della sentenza, si porta l'esempio di malattie reiterate, brevi e ripetute nell'arco dello stesso mese, con l'aggravante di essere "costantemente agganciate ai giorni di riposo del lavoratore". Lo scarso rendimento ha quindi portato al licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive.



11 settembre 2014

Contratto Acconciatura ed Estetica - Rinnovo 2013-2016

Dopo ormai quasi due anni di attesa e intense trattative, è stato rinnovato l'8 settembre 2014 il CCNL Acconciatura ed Estetica per gli anni 2013-2016.

Sul blog avevamo già pubblicato l'ipotesi di rinnovo di fine aprile. Ma ora le trattative tra CNA, Confartigianato e i sindacati Casartigiani, Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL, sono finalmente arrivate ad una conclusione.

Il contratto siglato decorre come validità dal 1 gennaio 2013 fino al 30 giugno 2016.

Rispetto a quanto indicato nelle precedenti linee guida, cambiano diverse punti. Vediamo di riassumere le novità più importanti:
  • Aumento retributivo medio di 60 euro (per un III livello) diviso in tre tranche:
    • 1 ottobre 2014
    • 1 ottobre 2015
    • 1 giugno 2016
    • In più ci sarà il riconoscimento di 120 euro di una tantum (diviso in due tranche erogate a febbraio 2015 e novembre 2015
  • I primi tre giorni di malattia, in caso di eventi di durata inferiore agli 8 giorni non saranno retribuiti (a differenza di quanto previsto dalla piattaforma di rinnovo)
  • Rimangono valide le novità relative all'apprendistato professionalizzante proposte nell'ipotesi di rinnovo
  • La flessibilità dell'orario di lavoro in caso di superamento del normale orario contrattuale è innalzato da 120 a 180 ore annue
  • In caso un lavoratore abbia prestato servizio per più di 6 mesi presso la stessa azienda, questo ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato
  • La gratifica natalizia (tredicesima) potrà essere concessa in rate mensili 



08 settembre 2014

Contratto Apprendistato - Preavviso dimissioni [AGGIORNATO]

Nel contratto di apprendistato i termini per il preavviso dimissioni variano in base al tipo di contratto che si è firmato. In poche parole la durata del periodo di preavviso è determinata dalla contrattazione collettiva ma può essere modificata in caso di accordo tra le parti.

Quindi prima di chiedervi quanti giorni di preavviso per le dimissioni avete per il vostro contratto di apprendistato, dovete scoprire che tipo di CCNL avete? In linea generale nell'apprendistato valgono i stessi termini di preavviso dimissioni e licenziamento del normale contratto.

Esempio - Contratto Commercio
L'apprendistato nel commercio ha determinati termini di preavviso che vengono calcolati in base anche alla durata massima del contratto.

Esempio - Contratto Metalmeccanici
Nel caso invece di apprendistato con il contratto metalmeccanici, vale la stessa regola del commercio. Una volta che si conosce il livello, basta controllare la tabella (alla voce "fino a 5 anni...") del preavviso dimissioni dei metalmeccanici per scoprire i giorni di preavviso per le dimissioni che di solito, in questi casi, sono tra i 7 giorni e 1 mese e mezzo.

Naturalmente il periodo di preavviso può essere sostituito dall'indennità di mancato preavviso: questa somma deve essere calcolata sulla base della retribuzione che spetta al lavoratore al momento della recessione del contratto.

Esistono però dei casi di esclusione, cioè delle situazioni dove l'obbligo del preavviso non sussiste:
  • Risoluzione per giusta causa
  • Risoluzione durante il periodo di prova
  • Recesso per scadenza del contratto
  • Risoluzione consensuale
Vi  sono poi alcuni casi in cui l'indennità sostitutiva del preavviso è sempre dovuta dal datore di lavoro:
  • Morte del lavoratore
  • Dimissioni per giusta causa
  • Dimissioni della lavoratrice madre
  • Dimissioni per matrimonio
  • Licenziamento illegittimo
  • Risoluzione per fallimento o liquidazione dell’azienda
E' importante sottolineare anche che l'eventuale preavviso decorre dal termine del periodo di formazione, durante il quale non è possibile dare le dimissioni o licenziare tranne che nei casi di giusta causa o giustificato motivo.

Sul blog si trovano anche le informazioni su:



04 settembre 2014

Ritardo al lavoro - Quali sanzioni si rischiano?

In molti credono che se si arriva in ritardo al lavoro il massimo che può capitarci sia una lettera di richiamo o, nella maggior parte dei casi, un richiamo verbale.

Tuttavia le sanzioni che si rischiano nel caso di mancato rispetto dell'orario in entrata sono molto più gravi, come accade per esempio per i datori di lavoro quando non rispettano gli orari di lavoro e riposo. Va però fatto un distinguo sulla base della frequenza con cui si sfora l'orario previsto dal contratto.

Nel caso il ritardo al lavoro sia sporadico, il lavoratore potrà essere richiamato verbalmente e per iscritto. Se invece questo avviene regolarmente, cioè con una maggiore frequenza, allora secondo quanto stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione (n.18432 del 29 agosto 2014) il lavoratore potrà andare incontro alla sospensione.

In questo caso, se viene riconosciuto il ritardo sistematico dell'orario, la sospensione comporta l'allontanamento dal luogo di lavoro e l'interruzione della retribuzione per un massimo di 10 giorni (art. 7 della legge 300/70, Statuto dei lavoratori).

Nel caso poi la situazione si aggravi, con assenze ingiustificate, il datore di lavoro può procedere con il licenziamento.



01 settembre 2014

Come fare la domanda online per il congedo parentale

Ecco come bisogna procedere per inviare online la domanda per l'astensione facoltativa. Questa è sicuramente il modo più veloce per madri e padri per richiedere i giorni di congedo parentale che sono un diritto di ogni genitore.

Tuttavia, prima di iniziare la compilazione della domanda sul sito Inps, è necessario avere a portata di mano:
  • il codice fiscale
  • il pin dispositivo Inps
  • il codice fiscale del proprio compagno/marito
  • la matricola Inps dell'azienda in cui lui lavora il proprio compagno/marito (dato presente all'interno della busta paga)
Vediamo ora i vari passi da compiere per richiedere il congedo parentale online:
  • accedete al sito www.inps.it e cliccate su "Servizi online"
  • cliccate su "Servizi per il cittadino". Si aprirà una schermata in cui dovrete autenticarvi inserendo codice fiscale e pin dispositivo
  • dopo esservi autenticati si aprirà una pagina in cui sono presenti diverse voci, cliccate su "Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito"
  • si aprirà un menù a tendina sulla sinistra in cui dovrete cliccare su "Maternità"
  • nel menù a tendina che si apre, sempre sulla sinistra, cliccate su "Acquisizione domande"
  • cliccate poi su "Congedo parentale". A questo punto si apre un sotto-menù in cui dovrete scegliere, a seconda del vostro contratto di lavoro, se cliccare su dipendenti, autonome e gestione separata
  • compilate ora le varie schermate che si susseguono, facendo bene attenzione ad indicare la definizione dell'evento. In questa schermata dovete mettere il flag sull'evento "Parto" già presente, selezionando nel menù a tendina sottostante i trattini
  • al termine della compilazione stampate la domanda inviata completa di numero di protocollo Inps e consegnate una copia al proprio datore di lavoro
Tra le informazioni che potrebbero esservi utili ci sono i consigli su come si calcola la retribuzione in maternità.