26 febbraio 2015

Contratto a tutele crescenti - Come funziona il nuovo tempo indeterminato

Dopo aver tanto parlato del Jobs Act scendiamo nei particolari di uno dei provvedimenti più discussi, il contratto a tutele crescenti.

La versione definitiva contiene delle novità rispetto a quelle pubblicate nei scorsi mesi e secondo il Ministero del Lavoro entrerà in vigore il 1 marzo 2015. Solo dopo pochi mesi prenderà invece il via la NASpI, la nuova indennità di disoccupazione sempre compresa nel Jobs Act.

Cos'è? Il contratto a tutele crescenti non è altro che un contratto a tempo indeterminato nel quale al posto del reintegro nel posto di lavoro è previsto un risarcimento economico che aumenta sulla base dell'anzianità. Questo contratto sarà applicato a tutti i neo assunti, compresi i dipendenti pubblici, a partire dal 1 marzo 2015. Non cambia invece nulla per chi ha già un contratto a tempo indeterminato, le nuove disposizioni descritte in questo post non dovranno essere prese in considerazione.

Una delle novità di questa versione definitiva è che sarà applicato questo nuovo contratto anche per le conversioni di un tempo determinato o apprendistato a indeterminato.

Cosa accade in caso di licenziamento economico? Mentre prima dell'entrata in vigore del Jobs Act in caso di caso di licenziamento economico ingiustificato, come per esempio ristrutturazione o crisi aziendale, era previsto il reintegro secondo l'articolo 18, ora secondo la legge c'è solo un risarcimento di due mensilità dell'ultima retribuzione per ogni anno di anzianità, fino ad un massimo di 24. Se si tratta di piccole aziende, cioè con meno di 50 dipendenti, l'indennità cala ad una mensilità per ogni anno di servizio con un minimo di 2 è un massimo di 6.

È prevista in caso di licenziamento da un contratto a tutele crescenti anche una conciliazione standard, cioè il datore di lavoro può offrire senza ricorre al giudice una somma esentasse pari a un mese di retribuzione per ogni anno di lavoro fino ad un massimo di 18. Per evitare i licenziamenti a pochi mesi dall'assunzione è prevista un'indennità minima di 4 mesi. 

Quando c'è il reintegro? In due casi, quando viene accertata "l'insussistenza del fatto materiale contestato" e nel caso venga riconosciuto il licenziamento per motivi discriminatori. In quest'ultimo caso al lavoratore spetta il reintegro è un risarcimento minimo di 5 mensilità. La novità è che il lavoratore può decidere se tornare al lavoro o ottenere un'indennità di 15 mensilità.

Al link di seguito si trova la versione definitiva della legge 183/2014.



23 febbraio 2015

Contratto Chimico Farmaceutico - Ferie

Le ferie maturate nel Contratto Chimico Farmaceutico cambiano in base all'anzianità maturata dal lavoratore.
  • fino a 10 anni di anzianità di servizio: 4 settimane ogni anno
  • oltre i 10 anni di anzianità di servizio: 5 settimane ogni anno
Come per le ferie nel Contratto del Commercio, 5 giorni lavorativi di ferie equivalgono ad un settimana, ad eccezione del caso in cui nel contratto di lavoro sia specificato un orario basato su 5 giorni lavorativi.

Nel caso di un periodo di riposo preso su più settimane, il conteggio dei giorni avverrà in base all'orario fissato dall'azienda e comunque tale periodo ha di norma carattere continuativo e sarà preso di comune accordo con l'azienda in base alle esigenze di servizio.

Le ferie per questo CCNL devono essere fruite entro 30 mesi dal termine dell'anno di maturazione e nel caso di non godimento deve essere prevista un'indennità sostitutiva.

Le regole espresse sopra valgono anche per il rinnovo del Contratto Chimico Farmaceutico che scade a fine 2015.



20 febbraio 2015

La NASpI spiegata bene - Cos'è la nuova disoccupazione 2015

Gli ultimi anni hanno portato significative modifiche al mondo della "disoccupazione" che ora, a partire dal 1 maggio 2015, si chiamerà NASpI.

Una cronistoria degli ammortizzatori sociali può far capire meglio cosa è cambiato, non solo in termini di nomi, prima disoccupazione ordinarie e ridotta, poi ASpI e mini-ASpI, ora, con il Jobs Act del Governo Renzi, "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego" (NASpI) che insieme al contratto a tutele crescenti è una delle novità più importanti delle norme sul mondo del lavoro da poco introdotte.

Come funziona? La nuova disoccupazione, che partirà il 1 maggio di quest'anno, prende il posto delle due precedenti e per la prima volta si avrà un'unica indennità sia per periodi di contribuzione lunghi sia per quelli brevi.

Chi ne ha diritto? La nuova disoccupazione ha gli stessi destinatari della precedente: lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa. Anche le esclusioni restano le stesse e cioè dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, operai agricoli a tempo determinato e indeterminato e lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno di lavoro stagionale.

Quali sono i requisiti? Per ottenere la NASpI è necessario aver perso in modo involontario il lavoro, avere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e aver lavorato almeno 18 giornate nei 12 mesi precedenti lo stato di disoccupazione. L'indennità può essere richiesta anche da chi si dimette per giusta causa.

Quanto dura? A differenza dei suoi predecessori, la durata della NASpI è legata alla contribuzione degli ultimi 4 anni. L'indennità infatti ha una durata pari alla metà delle settimane lavorate nell'ultimo quadriennio, quindi per chi perde il lavoro dopo tanti anni di contribuzione, la durata della disoccupazione è sensibilmente più lunga.

Nel caso in cui si riesca ad ottenere un nuovo contratto di lavoro non superiore ai 6 mesi, l'indennità viene sospesa d'ufficio fino ad un massimo sempre di 6 mesi. In caso di contratti di durata superiore, se rientrano nei limiti del reddito minimo, l'indennità si mantiene, in caso contrario decade. In tutti i casi, sia contratti di lavoro subordinati che autonomi, è obbligatoria la comunicazione all'Inps.

Come si calcola l'indennità? Nel caso in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro, l'indennità è pari al 75% di tale retribuzione. Se invece questa è superiore all'importo appena citato, si calcola il 75% su 1.195 euro più il 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e 1.195 euro. Per il 2015 il valore massimo dell'indennità di disoccupazione è di 1.300 euro mensili e a partire dal quinto mese di fruizione all'importo spettante va tolto il 3%.

Come si fa ad ottenerla? E' necessario presentare una domanda in via telematica all'Inps entro 68 giorni dal termine del contratto di lavoro.

Leggi il testo della legge 183/2014 sulla Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI).



17 febbraio 2015

Come fare domanda all'Inps per i voucher baby sitter 2015

Il voucher maternità si è rinnovato ed molto è cambiato rispetto a quello di cui abbiamo parlato alcuni mesi fa. Ora infatti questa agevolazione, attiva fino alla fine del 2015, è destinata anche alle lavoratrici autonome e prevede un contributo massimo di 600 euro, il doppio rispetto al passato (decreto del 28/10/2014 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali).

Facciamo un po' di chiarezza e vediamo per prima cosa a chi è destinato questo voucher per il baby sitting. Possono usufruire del beneficio le madri lavoratrici a cui spetta il congedo parentale che lavorano in ambito pubblico o privato e anche quelle iscritte alla gestione separata, comprese le libere professioniste.

Per l'anno in corso, la domanda deve essere presentata a partire dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre 2015 sul sito Inps, dopo essersi autenticati con il PIN, al seguente percorso: Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

Quando si effettua la domanda è necessario indicare se il contributo è per l'acquisto di servizi di baby sitter oppure per il pagamento di un nido pubblico o privato convenzionato. Nel primo caso l'Inps darà alla madre lavoratrice 600 euro in voucher per ogni mese di congedo parentale a cui si rinuncia. Mentre nel caso della scelta di un nido, l'Inps pagherà direttamente la struttura scelta.

Il contributo è di 100 euro al mese, fino ad un massimo di 600 euro, cioè gli equivalenti 6 mesi di congedo parentale concesso alle madri. Naturalmente, come già detto in passato, per ogni quota mensile richiesta, la lavoratrice deve rinunciare a un mese di congedo.

All'atto della presentazione della domanda, la madre deve non soltanto scegliere quale beneficio utilizzare ma anche indicare il periodo di riferimento, la dichiarazione alla rinuncia dei mesi di congedo e presentare un ISEE valido. La comunicazione relativa all'accoglimento o al rifiuto della domanda avviene tramite l'indirizzo di posta elettronica indicato dalla madre entro due mesi dalla sua presentazione.



13 febbraio 2015

Gestione separata 2015 - Aliquote Inps

L'Inps ha aggiornato per il 2015 le aliquote contributive per gli iscritti alla Gestione Separata che quest'anno sono cresciute dopo diversi anni in cui erano rimaste stabili.

Liberi professionisti
  • 30,72% (30,00 aliquota Ivs più 0,72 di aliquota aggiuntiva) per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
  • 23,50% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria, con un incremento del 1,50% rispetto all'anno scorso
Collaboratori a progetto
  • 30,00% (30,00 aliquota Ivs più 0,72 di aliquota aggiuntiva) per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
  • 23,50% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria
La ripartizione dell'onere contributivo è sempre fissata in 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore. I contributi devono essere versati entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso attraverso il modello F24 telematico (per chi ha partita IVA).

Per il 2015 il massimale di reddito è fissato in 100.324,00 euro e il minimale di reddito è pari a 15.548,00 euro.

Come per gli anni precedenti ricordiamo che i compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio 2015 e riferiti a prestazioni effettuate nel 2014 sono da calcolare con i contributi in vigore nello scorso anno.

Sul blog si trovano anche le informazioni per l'iscrizione online alla Gestione separata e su malattia e maternità.