29 settembre 2014

Contratto Federdistribuzione - Come prosegue la trattativa per il CCNL? [AGGIORNATO]

Dopo la disdetta unilaterale di Federdistribuzione, che ad inizio anno è uscita da Confcommercio, i sindacati hanno dovuto portare avanti due trattative separate, una per il rinnovo del Contratto Commercio 2014 e l'altra per il nuovo Contratto Federdistribuzione.

Fino ad oggi abbiamo parlato di questa trattativa insieme al CCNL del Terziario ma ora vista l'interruzione di quest'ultima e gli ultimi incontri in corso con i sindacati, proviamo a darvi un resoconto diretto di quanto sta accadendo su questo contratto delle imprese distributive.

Sin da inizio gennaio l'intenzione di Federdistribuzione è stata quella di appellarsi alla "crisi del settore" per procedere alla stipula di un contratto fortemente sfavorevole per i lavoratori. Entrando più nello specifico, quanto emerso anche dall'ultimo incontro del 27 giugno, è stato:
  • aumento della percentuale di contratti a termine (dal 20% al 25%; dal 28% al 35% in caso di somministrazione)
  • modifica del rapporto tra apprendisti e lavoratori: da un rapporto paritario (1 a 1) a 3 apprendisti e 2 lavoratori qualificati. Oltre a ciò è stato richiesto anche la diminuzione della percentuale di stabilizzazione dall'80% al 40%
  • deroghe alle aziende sulle norme legate al salario e orario di lavoro. Riguardo l'orario di lavoro si parla di tornare al regime delle 40 ore per i neo-assunti
Nel prossimo incontro, previsto per il 3 luglio 2014, il tema principale della trattativa con i sindacati sarà quello legato all'orario di lavoro e al salario. Vi terremo aggiornati sugli avanzamenti.


[Aggiornamento del 29/09/2014] Il 24 settembre si è svolto l'incontro per la ripresa delle trattative per il contratto Federdistribuzione. La proposta, che segue il nulla di fatto di fine luglio, è quella di sottoscrivere un accordo a costo zero per i datori di lavoro, senza quindi aumenti salariali o altri interventi sul contratto ormai scaduto da 10 mesi.

I sindacati hanno rifiutato la proposta ma si coglie la preoccupazione per una situazione di stallo dell'intero settore e non solo per il rinnovo contrattuale. Nel prossimo incontro previsto ad ottobre saranno presenti, su richiesta di Federdistribuzione, anche i segretari generali.

[Aggiornamento del 05/08/2014] Ancora nulla di fatto nell'incontro del 30 luglio tra i sindacati e Federdistribuzione. La posizione dell'associazione datoriale è ancora lontana dall'apertura, soprattutto su assistenza sanitaria integrativa e Ente Bilaterale nazionale. Questo nonostante la dichiarazione di voler arrivare ad un accordo in continuità con il vecchio CCNL.
Il prossimo incontro è fissato per il 17 settembre 2014.

[Aggiornamento del 04/07/2014] Nell'incontro del 3 luglio le posizioni non sono cambiate. Le richieste di Federdistribuzione sono ancora molto distanti rispetto a quanto richiesto da sindacati. Nello specifico si vorrebbe: eliminare i ROL, eliminare i due giorni di ferie aggiuntivi a quelli previsti da CCNL, eliminare il pagamento della giornata del 4 novembre, sospendere o eliminare gli scatti di anzianità.
I prossimi incontri in calendario sono il 16 luglio e la settimana del 28 luglio - 1 agosto.



25 settembre 2014

Contratto Imprese Pulizia Artigiane - Rinnovo 2014-2016

E' stato siglato il rinnovo 2014-2016 per il Contratto Imprese Pulizia Artigiane tra i sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltrasporti Uil e le associazioni datoriali di Confartigianato Imprese di Pulizia e Cna Servizi alla Comunità.

Questo rinnovo arriva dopo oltre 8 anni dalla scadenza del CCNL e coinvolge oltre 150mila lavoratori del settore sia in ambito pubblico che privato. Naturalmente questo accordo, visti anche i tempi che sono stati necessari per arrivarci, contiene importanti novità, come già accaduto per il Contratto Imprese Pulizia Industria.

Per prima cosa la durata: il nuovo contratto ha una validità triennale e scadrà il 31 dicembre 2016. Poi ci sono diverse novità:
  • Aumenti minimi tabellari: sono suddivisi in 7 traches gli aumenti delle retribuzioni che hanno un incremento medio di 160 euro (per il 5 livello)
    • 1 ottobre 2014
    • 1 gennaio 2015
    • 1 aprile 2015
    • 1 settembre 2015
    • 1 aprile 2016
    • 1 settembre 2016
    • 1 marzo 2017
  • Assistenza sanitaria integrativa: è stata prevista l'iscrizione al Fondo Sanitario Integrativo SAN.ARTI. con un contributo che parte dal 1 ottobre 2014 di 10,42 euro al mese
  • Nuove regole in caso di cambio o cessazione di appalto che vanno a tutelare maggiormente i lavoratori che si vedranno garantite le stesse condizioni economiche



22 settembre 2014

Contratto del Turismo - Aumenti dal 1 ottobre 2014

Dal 1 ottobre 2014 scatta la seconda tranche di aumenti per il rinnovo 2013-2016 del Contratto del Turismo.

Minimi tabellari lordi dal 1 ottobre 2014
  • livello A - 2.134,91 euro
  • livello B - 1.976,53 euro
  • livello 1 - 1.841,53 euro
  • livello 2 - 1.683,14 euro
  • livello 3 - 1.587,41 euro
  • livello 4 - 1.497,89 euro
  • livello 5 - 1.404,76 euro
  • livello 6s - 1.350,75 euro
  • livello 6 - 1.331,61 euro
  • livello 7 - 1.247,82 euro
Minimi tabellari lordi dal 1 ottobre 2014 per il personale di alberghi a una o due stelle e dei campeggi con numero di presenza inferiore a milleduecento (non si applicano alle qualifiche di cuoco, cameriere e barista con 5 livello)
  • livello A - 2.122,16 euro
  • livello B - 1.964,95 euro
  • livello 1 - 1.829,94 euro
  • livello 2 - 1.673,30 euro
  • livello 3 - 1.578,72 euro
  • livello 4 - 1.490,35 euro
  • livello 5 - 1.397,80 euro
  • livello 6s - 1.344,37 euro
  • livello 6 - 1.325,23 euro
  • livello 7 - 1.242,03 euro



18 settembre 2014

Riposi per allattamento - Se la madre è casalinga spettano al padre

Tutti conoscono il funzionamento dei riposi per allattamento che di norma vengono utilizzati dalla madre. Oggi, grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato, questi riposi giornalieri possono essere utilizzati dal padre anche se la moglie è casalinga.

Questa sentenza (n. 4618 del 10/09/2014) introduce una novità importante in un settore, quello della maternità, dove il padre viene spesso posto in secondo piano sia a livello di tutele che di diritti.

In questa sentenza l'attività di "casalinga" viene assimilata a quella di lavoratrice non dipendente e quindi le ore di riposo per allattamento potranno essere utilizzate dal padre (art. 40 del Decreto Legislativo 151/2001).

Quindi, dopo le novità relative al congedo parentale del padre, a cui spetta per legge 1 giorno di congedo obbligatorio alla nascita del figlio, ora anche le norme che regolano i riposi giornalieri portano tutele al padre ma anche alle madri casalinghe che di fatto vivevano in una condizione di tutele e diritti inferiore rispetto alle madri lavoratrici dipendenti.

Ai padri quindi, nel caso di madri casalinghe, spettano fino all'anno di vita dei figli le due ore di riposi per allattamento previsti dalla legge (1 ora se l'orario lavorativo è inferiore alle 6 ore giornaliere).



15 settembre 2014

Licenziamento per malattia - Quando è legittimo?

Chiariamo subito un punto: quando si è in malattia non ci si deve preoccupare per il proprio posto di lavoro o per gli impegni e responsabilità che si hanno sul luogo di lavoro.

L'indennità economica di malattia è un diritto presente in tutti i CCNL e nessun datore di lavoro potrà mai licenziarvi per essere stati a casa malati. Tuttavia, è bene precisare che ci sono dei casi in cui la malattia può portare al licenziamento:
  • per superamento del periodo di comporto
  • nel caso le eccessive malattie portino ad uno scarso rendimento
Il primo caso è già stato trattato sul blog e il funzionamento è piuttosto semplice: i vari contratti collettivi di lavoro stabiliscono un numero massimo di giorni di malattia entro i quali c'è la conservazione del posto di lavoro (es. nel commercio sono 180 giorni in 1 anno solare). Oltre questo valore scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, procedura che viene avviata anche in caso di assenza ingiustificata del lavoratore

Il secondo caso è più complesso e fa riferimento alla sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014 della Corte di Cassazione. Si può affermare che la malattia come evento morboso, se non c'è superamento del periodo di comporto, non ha rilevanza "legale". Ciò che conta sono i giorni di assenza che sommati insieme portano ad uno scarso rendimento e rendono quindi la prestazione  lavorativa inutile.

Ma come si può arrivare ad uno scarso rendimento tale da portare al licenziamento? Nel caso in questione, oggetto della sentenza, si porta l'esempio di malattie reiterate, brevi e ripetute nell'arco dello stesso mese, con l'aggravante di essere "costantemente agganciate ai giorni di riposo del lavoratore". Lo scarso rendimento ha quindi portato al licenziamento per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni tecniche, organizzative e produttive.