23 luglio 2015

Contratto Bancari - Preavviso dimissioni e licenziamento

Per il Contratto Bancari i tempi e le modalità di preavviso cambiano molto in caso di dimissioni da parte del lavoratore o per risoluzione del rapporto di lavoro da parte dell'azienda.

Nel testo del CCNL sono elencate (art. 71) tutte le cause che distinguono le varie tipologie di cessazione del rapporto di lavoro.

Dimissioni
Le dimissioni da parte del lavoratore devono essere presentate con un preavviso di 1 mese in forma scritta. A volte nei contratti di lavoro i termini indicati possono differire da quello indicato nel testo del CCNL.

Nel caso di dimissioni l'azienda può far cessare il rapporto di lavoro in qualsiasi giorno entro la scadenza del preavviso pagando però l'intero periodo.

Risoluzione da parte dell'azienda
Per questa tipologia il preavviso va computato in base al livello e all'anzianità lavorativa per le varie casistiche (art. 71, lett. a, b, c):
  • in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per superato periodo di conservazione del posto (periodo di comporto), eventuale periodo di aspettativa o per invalidità permanente
  • in caso di risoluzione del rapporto di lavoro di un lavoratore ultrasettantenne in possesso dei requisiti pensionistici 
  • in caso di risoluzione del rapporto di lavoro per giustificato motivo (es. cessazione attività, assenza ingiustificata o insubordinazione, soppressione posto di lavoro, ecc.)
Durante il preavviso, nei casi elencati sopra, l'azienda deve dare al lavoratore permessi non inferiori a 2 ore giornaliere per la ricerca di una nuova occupazione. 

Per consultate le tabelle con le indicazioni dei tempi di preavviso in base al livello e all'anzianità basta scaricare il testo del contratto e leggere l'allegato n.6 sul preavviso (pag. 134).



20 luglio 2015

Si inizia a parlare del rinnovo Metalmeccanici 2016 [AGGIORNATO]

I sindacati e con loro Federmeccanica hanno avviato i primi dialoghi per arrivare al rinnovo del Contratto Metalmeccanici in scadenza il 31 dicembre 2015.

Il passaggio di questo nuovo contratto, che dovrebbe partire dal 1 gennaio 2016, è una tappa importante per tutti i lavoratori del settore e si va ad inserire in un periodo e in un contesto sicuramente diverso rispetto al precedente rinnovo.

La priorità dichiarata dai tre sindacati è quella di arrivare ad un accordo entro fine anno. Tuttavia le strade prese da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil sembrano ancora divergere come è accaduto più di 2 anni fa quando a firmare il CCNL sono stati solo la Cisl e Uil. Per ora la piattaforma comune da presentare a Federmeccanica è ancora in discussione ma i punti fermi, oltre all'attenzione rivolta alla parte economica, sono il welfare, la formazione e la chiarezza sull'inquadramento dei lavoratori.

Per quanto riguarda i tempi, la piattaforma deve essere presentata dai tre sindacati all'associazione datoriale entro fine luglio per poi avviare una serie di colloqui più serrati a partire da settembre. Tutto questo per poter rispettare la scadenza di fine anno dell'attuale contratto metalmeccanici e non arrivare a lunghe ed estenuanti trattative come per altri CCNL (vedi il Commercio).

Vi terremo aggiornati sugli esiti di questi dialoghi e sull'eventuale inizio della trattativa vera e propria che probabilmente inizierà, come detto, con l'autunno.


[Aggiornamento del 20/07/2015] I buoni propositi iniziali sono caduti di fronte alla nota scritta il 16 luglio da Federmeccanica ai sindacati: si al rinnovo ma senza aumenti retributivi! Secondo l'associazione datoriale la crisi ha cambiato per sempre il panorama del mondo del lavoro ed è necessario pensare ad "una revisione dei modelli contrattuali". I sindacati naturalmente non ci stanno e chiedono un aumento medio di 105 euro lordi.
Per il prossimo rinnovo triennale dei metalmeccanici si prospetta quindi una lunga lotta, con un autunno ricco di incontri e trattative per arrivare ad un accordo. Stiamo a vedere quali saranno i prossimi passi delle due parti dopo l'estate.



13 luglio 2015

Demansionamento - Ora si può con il Jobs Act

E' una delle novità previste dal Jobs Act nel decreto legislativo 81/2015. Se ne è parlato poco ma da oggi si può procedere al demansionamento laddove prima non era possibile.

Precedentemente infatti il cambio di mansioni era regolato dall'articolo n.2103 del Codice Civile che prevedeva che il lavoratore venisse adibito a mansioni per le quali è stato assunto o a quelle subito superiori. In caso contrario, salvo rare eccezioni, il lavoratore poteva denunciare il datore di lavoro per danno da demansionamento.

Ora cambia tutto! Quanto previsto dal decreto legislativo del 15 giugno 2015 introduce la possibilità generale di demansionamento che è possibile racchiudere in tre diversi casi:
  • Modifica dell'organizzazione aziendale (demansionamento lecito): nel caso di esigenze organizzative il datore di lavoro può unilateralmente assegnare un lavoratore a mansioni inferiori se queste sono relative al livello di inquadramento subito inferiore. In questo caso la retribuzione (solo gli elementi fissi) non deve subire variazioni come la categoria legale (es. impiegato o operaio)
  • Contrattazione collettiva: in caso di contrattazione collettiva (CCNL) e di secondo livello possono essere previste delle forme di demansionamento che però seguono le impostazioni "legali" elencate sopra
  • Sede assistita: il demansionamento lecito può essere superato in sede assistita o davanti a Commissioni di Certificazione nel caso in cui le mansioni inferiori siano a tutela del posto di lavoro
Scarica il testo del decreto legislativo 81/2015 con tutti i dettagli.



9 luglio 2015

Maternità e lavoro - Cosa cambia con il Jobs Act [AGGIORNATO]

Il Jobs Act (legge n. 183/2014) oltre a introdurre importanti novità in materia di lavoro e contratti, contiene anche delle modifiche al testo unico a tutela della maternità che tra le altre cose allunga i tempi del congedo parentale e rende più flessibile la maternità obbligatoria.

Partiamo dall'arco temporale di fruizione della maternità facoltativa e congedo parentale:
  • Congedo parentale: si passa dagli 8 ai 12 anni di vita del bambino
  • Maternità facoltativa: l'astensione facoltativa al 30% passa dai 3 ai 6 anni; quella non retribuita dai 6 ai 12 anni
Resta invece inalterata la durata di queste misure a tutela della maternità, cioè 180 giorni.

Nella maternità obbligatoria sono state introdotte due norme che rendono più flessibile la sua fruizione:
  • in caso di parto prematuro i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto sono automaticamente aggiunti al periodo di congedo post parto anche nel caso in cui la somma dei due periodi (normalmente 2+3 mesi) superi i 5 mesi
  • in caso di ricovero del neonato la madre può sospendere il congedo obbligatorio a fronte di un certificato che indichi il buono stato di salute della madre
Le nuove norme prevedono agevolazioni anche per il padre: il congedo di paternità è ora esteso a tutti i lavoratori, non solo i dipendenti. Inoltre anche in caso di adozione sono previste delle estensioni alle tutele attualmente previste.

Validità delle nuove norme? Queste disposizioni devono considerarsi valide e quindi applicabili solo per l'anno 2015. Per i successivi anni si dovranno attendere i decreti con la copertura finanziaria che ad oggi c'è solo per l'anno in corso.

Nella testo del Jobs Act sono previste anche delle norme a favore delle donne:
  • Telelavoro: sono previsti dei benefici ai datori di lavoro privati che permettano di utilizzare il lavoro a distanza per le cure parentali
  • Donne vittime di violenza: è stato introdotto un congedo per le lavoratrici donne vittime di violenza che siano state inserite nei percorsi di protezione. In questo caso la durata del congedo è fissata a tre mesi, sia per le lavoratrici dipendenti che per le collaboratrici a progetto
Leggi il testo del Jobs Act con gli interventi relativi alla maternità (commi 8 e 9 dell'articolo 1).


[Aggiornamento del 09/07/2015] Sono state pubblicate dall'Inps le istruzioni per usufruire delle agevolazioni riportate sopra, relative all'aumento dei limiti temporali per l'indennizzo della maternità facoltativa e l'utilizzo del congedo parentale. A seguito della pubblicazione del decreto n.80 del 15 giugno 2015 sulla Gazzetta Ufficiale (24/06) le modifiche sono entrate in vigore e saranno valide dal 25 giugno al 31 dicembre 2015.
I genitori che vogliono usufruire di questi nuovi limiti temporali devono fare domanda entro il mese di luglio utilizzando il modulo cartaceo SR23.



6 luglio 2015

Contratto Federdistribuzione - Come prosegue la trattativa per il CCNL? [AGGIORNATO]

Dopo la disdetta unilaterale di Federdistribuzione, che ad inizio anno è uscita da Confcommercio, i sindacati hanno dovuto portare avanti due trattative separate, una per il rinnovo del Contratto Commercio e l'altra per il nuovo Contratto Federdistribuzione.

Fino ad oggi abbiamo parlato di questa trattativa insieme al CCNL del Terziario ma ora vista l'interruzione di quest'ultima e gli ultimi incontri in corso con i sindacati, proviamo a darvi un resoconto diretto di quanto sta accadendo su questo contratto delle imprese distributive.

Sin da inizio gennaio l'intenzione di Federdistribuzione è stata quella di appellarsi alla "crisi del settore" per procedere alla stipula di un contratto fortemente sfavorevole per i lavoratori. Entrando più nello specifico, quanto emerso anche dall'ultimo incontro del 27 giugno, è stato:
  • aumento della percentuale di contratti a termine (dal 20% al 25%; dal 28% al 35% in caso di somministrazione)
  • modifica del rapporto tra apprendisti e lavoratori: da un rapporto paritario (1 a 1) a 3 apprendisti e 2 lavoratori qualificati. Oltre a ciò è stato richiesto anche la diminuzione della percentuale di stabilizzazione dall'80% al 40%
  • deroghe alle aziende sulle norme legate al salario e orario di lavoro. Riguardo l'orario di lavoro si parla di tornare al regime delle 40 ore per i neo-assunti
Nel prossimo incontro, previsto per il 3 luglio 2014, il tema principale della trattativa con i sindacati sarà quello legato all'orario di lavoro e al salario. Vi terremo aggiornati sugli avanzamenti.


[Aggiornamento del 21/07/2015] L'incontro del 15 luglio è stato l'ennesimo "nulla di fatto". Le posizioni ancora sono distanti: nonostante l'associazione datoriale riconosca gli aumenti richiesti (come quelli del Commercio), non intende applicarli agli anni di carenza e inoltre vuole importanti interventi per contenere i costi.
Il prossimo incontro è per il 10 settembre.

[Aggiornamento del 06/07/2015] Dopo la nota di Uiltucs e tre mesi passati senza un contratto attivo, nel mese di luglio riprendono i confronti con l'associazione datoriale che fino ad oggi ha di fatto negato ogni ragionevole trattativa per arrivare al nuovo contratto del Terziario per i lavoratori del commercio e della grande distribuzione.
I prossimi incontri sono previsti il 15 luglio con Federdistribuzione e il 23 luglio con la Cooperazione di Consumo.

[Aggiornamento del 17/06/2015] E' stata inviata dalla Uiltucs una giusta e interessante nota che ogni lavoratore impiegato nelle aziende della distribuzione dovrebbe conoscere.
In poche parole il sindacato chiede come mai in queste aziende sia ancora applicato un contratto non più in essere dopo il 30 marzo 2015, data del rinnovo del Terziario. In mancanza di un contratto specifico per Federdistribuzione, questa deve almeno applicare la parte economica e normativa del rinnovo da poco stipulato per i lavoratori del Commercio.

[Aggiornamento del 09/04/2015] Dopo il rinnovo di fine marzo del terziario, Federdistribuzione continua nel suo atteggiamento di chiusura per la sottoscrizione del nuovo CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata.
Nonostante l'incontro in programma ad aprile per la ripresa della trattativa, il messaggio fatto arrivare ai sindacati e ai lavoratori è che un rinnovo (soprattutto per quanto riguarda gli aumenti) come quello del stipulato con Confcommercio è insostenibile per le aziende della distribuzione.

[Aggiornamento del 31/03/2015] Nella serata del 30 marzo si è arrivati all'intesa per il rinnovo 2015-2017 del Contratto del Commercio. Siamo ancora in attesa per le trattative con Federdistribuzione.

[Aggiornamento del 29/09/2014] Il 24 settembre si è svolto l'incontro per la ripresa delle trattative per il contratto Federdistribuzione. La proposta, che segue il nulla di fatto di fine luglio, è quella di sottoscrivere un accordo a costo zero per i datori di lavoro, senza quindi aumenti salariali o altri interventi sul contratto ormai scaduto da 10 mesi.
I sindacati hanno rifiutato la proposta ma si coglie la preoccupazione per una situazione di stallo dell'intero settore e non solo per il rinnovo contrattuale. Nel prossimo incontro previsto ad ottobre saranno presenti, su richiesta di Federdistribuzione, anche i segretari generali.

[Aggiornamento del 05/08/2014] Ancora nulla di fatto nell'incontro del 30 luglio tra i sindacati e Federdistribuzione. La posizione dell'associazione datoriale è ancora lontana dall'apertura, soprattutto su assistenza sanitaria integrativa e Ente Bilaterale nazionale. Questo nonostante la dichiarazione di voler arrivare ad un accordo in continuità con il vecchio CCNL.
Il prossimo incontro è fissato per il 17 settembre 2014.

[Aggiornamento del 04/07/2014] Nell'incontro del 3 luglio le posizioni non sono cambiate. Le richieste di Federdistribuzione sono ancora molto distanti rispetto a quanto richiesto da sindacati. Nello specifico si vorrebbe: eliminare i ROL, eliminare i due giorni di ferie aggiuntivi a quelli previsti da CCNL, eliminare il pagamento della giornata del 4 novembre, sospendere o eliminare gli scatti di anzianità.
I prossimi incontri in calendario sono il 16 luglio e la settimana del 28 luglio - 1 agosto.