Dal 2017 niente più mobilità: c'è solo la NASpI per i disoccupati

Abrogata la mobilità, c'è solo la NASpI
Dal 1 gennaio 2017 la Riforma Fornero (legge n.92/2012) introduce importanti novità negli ammortizzatori sociali. Da inizio anno infatti nei casi di disoccupazione volontaria:

Per i lavoratori disoccupati quindi resta un'unica indennità, la NASpI. Quindi per chi viene licenziato dopo il 31 dicembre 2016 deve richiedere, se ha i requisiti, la "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego" che spetta a lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa. 

Restano invece esclusi dalla richiesta di questa tipologia di ammortizzatori sociali i dipendenti pubblici, operai agricoli, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno di lavoro stagionale e collaboratori a progetto che hanno un'indennità dedicata a loro, la DIS-COLL.

Naturalmente, insieme con l'abrogazione della mobilità, cessa anche il contributo pagato dalle aziende di 0,30% (0,80% per l'edilizia) sulla retribuzione imponibile: cala quindi il costo del lavoro. Ma accanto a questa abrogazione, viene introdotto il ticket licenziamento pari a 489,95 euro per ogni anno di lavoro effettivo e per un massimo di tre anni per i lavoratori a tempo indeterminato.

Gli importi dell'indennità di disoccupazione sono leggermente diversi rispetto a quelli della mobilità, infatti l'importo massimo della NASpI è di 1.300 euro, sicuramente inferiore rispetto a quanto avrebbe percepito un lavoratore in mobilità. Cambiano però anche i requisiti, più stringenti quelli della mobilità, mentre ora bastano 13 settimane per ottenere l'indennità di disoccupazione.

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